Sabba dello Stirone – 2018

Come l’anno passato abbiamo onorato l’invito dell’amico Fresh a correre fra i boschi delle colline Fidentine.

La volta scorsa ero carico a molla, di garette fuori asfalto non ne avevo fatte poi tante e il clima era molto promettente, mi sono divertito abbestia nonostante le tre forature ed avendo solo due camere d’aria di scorta ho dovuto aspettare un’anima pia con una camera d’aria extra per fare gli ultimi cinque chilometri. Durante la premiazione ho poi scoperto di avere anche tagliato la spalla del GP4000 700×28 praticamente nuovo di pacca.

Quest’anno non volevo farmi cogliere impreparato, ho montato due Continental Sport Contact da 700×32, roba che non fori nemmeno se ti impegni, le ho usate per tutto l’inverno passato montandole sia sulla GT fissa che sulla Roadmachine e facendoci una valanga tra di chilometri senza mai un inconveniente.

Come piace fare a me, vado a Fidenza in bici e questa volta mi appoggio a Parma la sera prima. Decido di fare un percorso alternativo alla semplice via Emilia, noiosa quanto pericolosa se percorsa in bicicletta. Decido di passare per le colline da Bismantova dove è sita una mastodontica pietra.

Il percorso lo preparo con Komoot, anzi mi affido proprio a lui per che mi regala un susseguirsi di stradine secondarie abbastanza ben messe, il bagaglio è essenziale, tutto contenuto nella borsa sotto sella da otto litri della Roswheel. Per la gara invece gli attrezzi di emergenza saranno contenuti nella borsa toptube della Ibera.

Ho portato un paio di cambi e gli attrezzi di emergenza. Per l’occasione ho montato anche un manubrio largo in modo da avere più leva per affrontare le parti più ripide della gara, essendo in carboio aiuterà a filtrare parte delle vibrazioni. La trasmissione è composta dalla corona da 38 denti narrow/wide accoppiata ad un pignone da 15 denti, due in più rispetto al rapporto che uso quotidianamente non dovendo affrontare salite impegnative.

Lungo la strada, tra una salita ed una discesa appare nella foschia un elemento torreggiante, mi sto avvicinando alla famosa pietra e subito la mia mente torna a quando sono arrivato a Meteora la prima volta all’arrivo della Transcontinental Race, è stata un’emozione fortissima ed anche in questa occasione resto a bocca aperta di fronte a questo colosso.

Più mi avvicino e più mi rendo conto dell’enormità di questo elemento, fino al momento nel quale mi tocca arrampicarmi attorno alla pietra per raggiungere il punto ciclabile più alto.

Ho giusto il tempo di fare due foto e di coprirmi per la discesa, purtroppo l’orario mi impone di proseguire il viaggio, la foschia e l’umidità mi fanno temere un rientro un po’ freschino.  Accendo le luci e via giù fino a valle, poi la pianura costeggiando il fiume Enza fino alla periferia di Parma dove mi fermo a comprare due pizze e le mangio a casa mentre il boiler scalda l’acqua per la doccia.

Al mattino si parte alla volta della vicina Fidenza, sono una ventina di chilometri, giusti giusti per sciogliere un po’ le gambe dalle salite del giorno precedente. L’appuntamento è davanti alla stazione dei treni dove ad accogliermi ci sono l’organizzatore dell’evento e il toscanissimo Visconte Cobram.

Uno ad uno arriveranno poi anche gli altri partecipanti a questo evento che si tuffa nelle colline adiacenti a Fidenza passando attraverso i sentieri e le pietraie più impervie.

Alla partenza si presentano da Ferrara Cecio ed il Gobbo, quest’ultimo deve subito misurare e tagliare una catena nuova dato che ne ha spezzata una andando a prendere il treno. Da Milano invece Mr Ohm ed il milanese di adozione Simone. Assieme a loro si allineano sul piazzale per la partenza un’altra dozzina di scalmanati pronti a darsi battaglia.

L'immagine può contenere: una o più persone, persone in bici, bicicletta, spazio all'aperto e natura

Si parte e ci buttiamo tutti giù per una rampa, pochi chilometri di asfalto percorsi a passo medio e subito ci infiliamo nel primo boschetto dal fondo limaccioso disseminato di temibili radici pronte a pizzicare le gomme sottili tipiche delle biciclette da pista, a completare il quadro una serie di rami bassi, uno lo prendo in piena fronte e per fortuna  avevo il casco altrimenti un grosso bernoccolo me lo sarei portato a casa di sicuro, se non peggio. Stordito dalla legnata cedo il passo a chi è più agile (e basso) di me, ne recupererò poi alcuni nella successiva parte pianeggiante e ghiaiata dove supero anche Fabio ed il Visconte che hanno forato.

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In solitaria seguo la traccia indicata sul Garmin, le campagne e le colline sono stupende ed il clima è perfetto. Raggiungo il primo check point dove dovrò fotografare un cartello con il logo dell’evento tra le mura di un paesino arroccato su una collinetta, dopo un quarto d’ora di ricerche non c’è verso di trovarlo e ne approfitto per riempire la borraccia alla fontanella, mentre bevo mi ritrovo il cartello appeso proprio all’albero di fronte.

Riparto di gran lena ed incrocio il Visconte che mi ha raggiunto, cominciano a sorgermi dei dubbi sulla modalità della gara, se bisogni seguire pedissequamente il percorso o se fosse solo quello consigliato, mi dirigo comunque verso il secondo check point e lungo la salita incrocio in direzione opposta Mr Ohm, Simone e subito dietro Cecio, fotografo il cartello e mi lancio all’inseguimento.

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Su dalla salita successiva vengo superato agilmente dal Visconte che perdo subito appena ritorniamo fuori strada sul crinale tra una collina e l’altra, lo recupero in pianura e lo riperdo alla rampa successiva dove per la seconda volta vengo incrociato da Fresh e dal Gobbo in senso “contrario”.

Dopo gli ultimi check sono sulla strada del rientro verso il traguardo e vengo raggiunto da un trenino di ragazzi in bici gravel, mi trattengo a chiacchierare con Marco di Torino che ne approfitta per invitarmi alla gara in collina a Torino, la FatAss, che hanno organizzato la settimana successiva su da loro. Ormai l’atmosfera è talmente rilassata che nonostante siamo tra i primi che arriveranno ci concediamo di aspettare un ragazzo che ha svuotato il serbatoio e va un po’ a scatti.

All’arrivo veniamo accolti con birre e chinotti, torte salate e biscotti, mele e melograni (queste ultime portate dai primi arrivati, raccolti durante la gara). L’atmosfera è delle migliori, si ride e si scherza nell’attesa degli altri che uno dopo l’altro si presentano.

Poi arrivano una dozzina di pizze e l’ora della premiazione. Primi assoluti Mr Ohm e Simone, che ha sfilettato il mozzo ed ha dovuto concludere con un 48/15 girando la ruota sull’altro pignone.

E’ quindi l’ora dei saluti, dettati dagli orari dei rispettivi treni, Marco mi da appuntamento per Torino e si avvia per un giretto in direzione Piacenza. Io giro la ruota sul pignone da pianura e saluto gli organizzatori ringraziandoli per la bella giornata.

Rientro verso Parma con un discreto appetito, per fortuna ho appuntamento con mia zia per andare a cena fuori, devo ricaricare un po’ il serbatoio, del resto ho in programma di rientrare a Bologna sempre per le colline ed i saliscendi per lo scarico non mancheranno.

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