Giorno 10 – da Volterra a Siena

– 54 chilometri 

– 760 mD+ 

– 5 ore

– Impegno: medio

https://www.komoot.it/tour/365075827

L’altimetria denota un tracciato collinare senza salite particolarmente impegnative.

Svegliarsi a Volterra (probabile capitale italiana della cultura 2022) ha un sapore antico difficile da identificare a causa del connubio architettonico di edifici di epoche differenti che risalgono fino alle sue origini etrusche. 

Volterra – Porta Diana

Le necropoli presenti  sul colle determinano che il centro era abitato già durante la prima età del ferro, da allora si sono susseguite una grande varietà di culture che non hanno mai mancato di lasciare traccia del loro insediamento, a cominciare dagli anfiteatri, ai templi passando per gli edifici medioevali e rinascimentali. 

Cercano di non farci spennare dai fruttivendoli del centro nel tentativo di fare provviste per la giornata, si punta subito verso Est in direzione Siena sulla SR68, facendo attenzione non potremo fare a meno di notare le sculture contemporanee di Mauro Staccioli, volterrano di nascita ha voluto regalare alla sua città gran parte delle grandiose opere ambientali installate nel 2009 per la mostra “Luoghi d’esperienza”. Queste installazioni minimaliste sono un percorso dell’autore nei ricordi d’infanzia legati alla sua terra. 

Mauro Staccioli – Installazione presso ???

Mauro Staccioli – Mappa delle installazioni

 Attraversando alcuni paesini che ci accompagnano fino a valle per una trentina di chilometri si raggiunge Colle Val d’Elsa e la medicea Porta Volterrana, realizzata nel 1479, che contrappone la solidità dei torrioni di accesso al borgo medioevale fortificato alla fragilità del prodotto tipico dell’artigianato locale: il cristallo, del quale è del resto al capitale italiana e si può anche trovare un museo, ad ingresso libero ed unico in Italia, dedicato esclusivamente a questo prodotto

Colle Val d’Elsa by night

Da visitare la parte alta della cittadina e magari fare un passaggio al museo archeologico che conserva i reperti etruschi rinvenuti nella zona. Anche una visita ad un laboratorio artigianale del cristallo (da trovare) sicuramente merita di essere fatta.

Si riparte verso Sud sulla EuroVelo 5 per immergerci subito nel sempre fresco parco fluviale dove predomina un color turchese molto intenso, conferito dalla conformazione delle rocce calcaree, in pratica è una piscina naturale con tanto di cascate e punti più profondi dove tuffarsi che merita di essere visitata. A Gracciano, nei pressi del ponte di San Marziale, ha inizio il Sentierelsa: un percorso immerso nella natura che costeggia il fiume per oltre quattro chilometri. 

Gracciano – parco fluviale di Sentierelsa

Nella condizione giusta un tuffo potrebbe essere la soluzione ideale a rinfrescare i viaggiatori dalla canicola estiva. Non dimentichiamoci che la Toscana è sicuramente inclemente in un certo periodo dell’anno e sarà bene fare rifornimenti idrici ad ogni occasione. 

La cascata più interessante del percorso è quella del Dioborrato o “tonfo del carro armato” alta ben dieci metri. Questo secondo nome deriva da una leggenda ambientata durante la seconda guerra mondiale, pare che un carro armato in qualche maniera si sia inabissato nelle acque alla base della cascata ma che a causa della profondità non sia stato possibile recuperarlo. 

Usciti da questa cornice naturale eccezionale, la strada asfaltata qui cede il passo alla tipica strada bianca toscana che ci farà compagnia per una decina di chilometri, quindi si potrà tornare su asfalto o, per chi preferisce i sentieri in terra battuta si propone una variante gravel, proseguendo sulla EuroVelo 5 fino alla Colonna di Monteriggioni dove all’incrocio troviamo un locale caratteristico, il bar dell’orso, che non mancherà di deliziarci con pasta fresca fatta a mano riccamente condita di selvaggina. 

Dietro l’angolo, sulla sinistra, svetta il castello di Monteriggioni, edificata nel secondo decennio del Duecento dalla Repubblica di Siena come avamposto alla rivale Firenze, era anche punto di controllo della via Francigena, il cammino che porta fino alla Terra Santa. Si trova posto sul monte Ala è di forma praticamente circolare, è così ordinato con tutte le sue torri che da sembrare un elemento di scena, la salita è ripida ma ne vale la pena, all’interno il borgo è davvero ben conservato e vi sono bar (non economici) e negozi di artigianato tipico. 

Monteriggioni dall’alto. 

Al centro della piazza troviamo il pozzo principale, fondamentale per ogni avamposto fortificato per sopperire alle esigenze idriche durante un assedio. Per trecento anni Monteriggioni regge ogni affronto, poi sotto il comando del capitano Giovacchino Zeti, un esiliato fiorentino, si consegna senza opporre resistenza al nemico storico in cambio di 4000 ducati e la riammissione nello stato fiorentino. Perso l’avamposto cadrà anche Siena a breve giro, ma si dice che nelle notti di luna piena si sentono i lamenti del fantasma del capitano Zeti, vittima del rimorso, che si aggira fra i cunicoli sotterranei che si dice che arrivino fino ai bottini di Siena, i famosi tunnel sotterranei della città.

Seguendo la Via Francigena ci dirigiamo verso Sud su una strada bianca, facilmente evitabile percorrendo invece la EuroVelo 5 sulla Via Cassia, percorriamo gli ultimi dieci chilometri che separano Monteriggioni da Siena.

La città medioevale, attualmente inserita dall’UNESCO nel Patrimonio dell’Umanità, è nota per il famosissimo “palio”. Si tratta di una competizione fra le diciassette contrade della città, una giostra equestre tradizionalmente chiamata “carriera”, si disputa solo il 2 di Luglio in onore della Madonna di Provenzano ed il 16 di Agosto in onore della Madonna Assunta, salvo qualche ricorrenza speciale che ne determina una edizione straordinaria.

Dal 1200 ad oggi si tramanda questa tradizione che vedeva originariamente come protagonisti gli aristocratici del tempo, alti prelati e sovrani europei. In seguito venne demandato il compito ai fantini di difendere l’onore della Contrada di appartenenza.Ad oggi è uno spettacolo vero e proprio con una serie di figuranti a mettere in scena la tradizionale corsa di cavalli che vengono cavalcati a pelo attenendosi ad una lunga lista di regole fino al traguardo in piazza del campo, che dev’essere raggiunto dal cavallo con o senza fantino in groppa.

Siena – Piazza del campo. 

Percorrere le strade cittadine significa un susseguirsi di edifici storici di differenti epoche storiche, è sempre bello perdersi e ritrovarsi fra le viuzze lastricate. Alla sera nel periodo estivo in piazza del campo si raduna una moltitudine di ogni età per condividere il clima fresco e particolarmente secco che caratterizza il centro urbano.

La quantità di taverne disseminate in ogni angolo offre tutto quello che si può desiderare anche fino a tarda notte. Da assaggiare i crostini di milza, i tipici spaghettoni fatti a mano detti “pici”, la “zuppa di fagioli” che poi sarelle la ribollita, oppure la panzanella, ossia un tozzo di pane raffermo bagnato e condito con basilico, pomodoro e cipolla.Tutto da innaffiare rigorosamente con il vino tipico della regione, il chianti. Sono sicuramente da prendere in considerazione, le serate gastronomiche organizzate ogni anno nel periodo estivo da alcune contrade. Le più celebrate sono la Fiera Gastronomica alla “Pania”, della Contrada del Nicchio, tra Luglio e Agosto, il “Bao Bello Chef” in programma a metà Luglio nella Contrada del Bruco, la “Settimana Gastronomica” organizzata dalla Contrada della Tartuca a metà Giugno, il “Mangiaebevi” che gli fa seguito nella Contrada della Torre, la “Sagra del Braciere” a fine agosto nella Contrada della Selva.

 Trovare da pernottare in questa città non sarà un problema, per chi è munito di una tenda e vuole appoggiarsi ad una struttura, a pochi chilometri a Nord della città troviamo il Camping Colleverde appena sopra rispetto alla stazione dei treni.

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